Ogni giorno i mass-media ci propinano immagini, discorsi e riflessioni riguardo un argomento che non possiamo continuare ad ignorare a spese di popoli che si ritrovano a dover affrontare una situazione in cui la loro vita è in ballo. Si tratta di un concetto che non è poi così lontano dalle nostre vite quotidiane: l’immigrazione.

Come si può vedere dal grafico, vari sono i luoghi di provenienza delle persone che sono costrette a lasciare il proprio paese in cerca di asilo usando il Mediterraneo come rotta di salvezza. Ma questa rotta è davvero sicura?

Dire che i morti in mare siano diminuiti perché sono diminuiti gli arrivi, non è poi così corretto in quanto la pericolosità della rotta non è diminuita sostanzialmente negli ultimi due anni. Neanche sul fronte del contrasto ai trafficanti sembra si siano compiuti passi decisivi dal momento che in molte zone gli sbarchi continuano come se nulla fosse successo.

A testimonianza di quanto detto precedentemente, il grafico ci mostra in percentuali approssimate, che, nel Mediterraneo centrale, al 30 gennaio 2018, si sono verificate 185 morti a fronte di 3597 arrivi dalla sola Libia. Un numero che può sembrare piccolo se paragonato a quelli degli anni precedenti, ma che resta comunque importante in quanto si parla di moltitudini di vite che ogni giorno rischiano di non toccare più terra ferma.